giovedì 1 maggio 2008

L'insoddisfatta coscienza

C'è chi , da quando è nato, vive nel peggiore dei modi . X era e tuttora è una di queste persone.

Non è che economicamente o fisicamente stesse male, anzi, era tutt'altro che povero e raramente aveva avuto bisogno di un medico. Non era questo.

Da quando era venuto al mondo, X, dentro se stesso, aveva sentito come una vocina che in ogni momento lo punzecchiava dolorosamente.

Era una vocina assai strana, mai tenera o gentile, sempre dura. X l'aveva chiamata “la coscienza insoddisfatta”.

Se da bambino era sempre riuscito ad ignorarla, a non sentirla premere dentro, con il passare degli anni le sue resistenze erano andate via via cedendo fino a demolirsi un giorno completamente.

Questa sua coscienza lo rendeva sempre più schiavo, lo perseguitava facendolo sentire in colpa per qualsiasi cosa.

Camminare con le sue gambe era ormai impossibile. Non sapeva muoversi senza l'insano aiuto di quella vocina.

Certo aveva provato a trasformarla in pura volontà di agire, per poi accorgersi dell'inutilità dei suoi miseri sforzi, spinti infondo, e X lo sapeva fin troppo bene proprio da quella “coscienza insoddisfatta” che, in mezzo a quel doloroso travaglio, ne usciva sempre più rafforzata..

Era una titanica battaglia personale persa in partenza.

Ogni tanto X, di sera, si fermava a pensare. Ragionava su quanti uomini nel mondo erano nelle sue condizioni, vedeva milioni di veri schiavi privi di vera iniziativa, infondo senz'anima.

Così, sotto le coperte, si riproponeva di ribellarsi nuovamente ma, il mattino seguente, al suono della sveglia già si alzava soltanto perché trascinato dalla paura di mal figurare agli occhi del mondo civile.

Era questa la sua vera paura, il suo intimo terrore.

Tremava forte al pensiero di essere giudicato male. Si sentiva gli occhi di tutti puntati come spilli sul collo. Aveva così, inconsciamente, creato come uno scudo interno, che lo teneva al riparo dalla possibilità di fermarsi, di riposarsi per non essere mai criticato.

X però, ora si sentiva schiacciato, privo di volontà, della possibilità di poter scegliere da solo che per lui era ed'è bene..o male.

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