giovedì 1 maggio 2008

Il bambino e l'uomo

L'oscurità della stanza scomparve all'improvviso e la curva figura di X riempì lo spazio privo di umanità della vuota cucina. La scena era nota, sempre uguale : una tazza di caffè freddo della mattina, una breve doccia ed il solito “meritato riposo”, da cercare con dolce forza, al buio, nel letto come sempre disfatto.

Qui i suoi sensi si allargavano, scoprivano con facilità cose e suoni invisibili, diversi dal solito apparire quotidiano. Le voci del tardo pomeriggio penetravano ovattate dalla finestra.

Le automobili, slittando sulla neve, davano al corpo di X una sensazione particolare, di immenso vuoto, introvabile in alcunché d'altro.

La stanza, priva ora di limiti reali, era periodicamente rischiarata dai fari delle auto che spingevano i loro raggi tra gli spifferi della finestra chiusa e che, casualmente,scandivano il passare lento di un tempo altrimenti statico.

Gli occhi semichiusi di X scandagliavano il soffitto: da destra a sinistra, nei quattro angoli della stanza, fino a disegnare con lo sguardo immaginarie linee, più o meno geometriche.

L'ombra dello spigolo del grande armadio compariva e scompariva. Era un ombra triangolare e creava sempre più un senso di pesante angoscia nella mente di X. Sembrava volerlo penetrare nel profondo, trascinarlo verso ricordi lontani, riportarlo a sensazioni passate e mai scordate dal suo “io” più vero.

Veloci immagini cominciarono a passare davanti al suo sguardo. Si sentiva piccolo sulla spiaggia, risentiva i piedi arsi dal calore della sabbia, cercava disperatamente il refrigerio di un onda più lunga.

Di momenti belli era stata colma la sua infanzia, ora lo sapeva. Momenti nei quali ogni cosa aveva un suo valore, un significato incomprensibile sul momento ma che, col passare del tempo, si è via via ingigantito fino a diventare fondamentale per la sua vita. Persone care che da bambino sembravano dei, situazioni incredibili che un bimbo prova inconsciamente e che poi, da grande, in un attimo, rischia di perdere per sempre.

X vagava senza più peso nell'atmosfera di un tempo passato. Piangeva a tratti e , a tratti, rideva felice.

La meschinità della vita può togliere cose importanti ad una persona. Lascia solo ricordi che, belli o brutti, sono sempre attimi rivivibili solo con la memoria.

Non danno, però, solo nostalgia a chi come X, in certi momenti li rivive. Lo aiutano ad andare avanti ricordandogli di essere stato e di essere sempre, magari molto affondo, un bambino.


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