Si sono da giorni
spente le luci,
attorno
di uno
oscuro silenzio
l'eterna ruota
si è riempita.
Il suo
incessante girare
colma
di malinconico
rancore
le poche,
povere ore
che un'esistenza
brucia.
Come un lume
a petrolio
la coltivata
speranza
s'attenua,
consumata
dal tempo,
lentamente.
Deboli dei
fuori luogo,
piccoli idoli
non più sacri,
ci muoviamo
esuli volontari,
separandoci
da noi
adagio,
come segrei
amanti stanchi
di un amore finito
da tempo.
Come la mano
del disperso
invoca
tristemente invano
l'amico aiuto
di una nave,
sempre meno umilmente
preghiamo,
poniamo
i nostri sogni
in una unità
troppo lontana
da noi,
cercando
un qualche cosa
di immenso,
un Dio buono
ed umano,
che riempia
l'infinito mare,
che si crei
a noi simile,
ci facci
riconoscere in lui.
Di forti sensazioni
abbiamo
forse fame.
Costruire un ponte
sopra al mare,
un ponte nostro
fatto di terra,
di sangue.
Con emozioni colorate
renderlo eterno.
Con fanciullesche
sensazioni
sarà universale.
spente le luci,
attorno
di uno
oscuro silenzio
l'eterna ruota
si è riempita.
Il suo
incessante girare
colma
di malinconico
rancore
le poche,
povere ore
che un'esistenza
brucia.
Come un lume
a petrolio
la coltivata
speranza
s'attenua,
consumata
dal tempo,
lentamente.
Deboli dei
fuori luogo,
piccoli idoli
non più sacri,
ci muoviamo
esuli volontari,
separandoci
da noi
adagio,
come segrei
amanti stanchi
di un amore finito
da tempo.
Come la mano
del disperso
invoca
tristemente invano
l'amico aiuto
di una nave,
sempre meno umilmente
preghiamo,
poniamo
i nostri sogni
in una unità
troppo lontana
da noi,
cercando
un qualche cosa
di immenso,
un Dio buono
ed umano,
che riempia
l'infinito mare,
che si crei
a noi simile,
ci facci
riconoscere in lui.
Di forti sensazioni
abbiamo
forse fame.
Costruire un ponte
sopra al mare,
un ponte nostro
fatto di terra,
di sangue.
Con emozioni colorate
renderlo eterno.
Con fanciullesche
sensazioni
sarà universale.

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