venerdì 25 aprile 2008

Il dolore dell'anima

Le grida di una fame
non più lontana
dal nostro focolare
cancellerei volentieri
dalle mie orecchie.
Volterei le spalle
alla pelle dei soldati,
corrosa e vecchia,
spaccata al sole
di una terra straniera.
Laverei poi quei muri
bagnati dal sangue
di un uomo
o di un bambino
che non doveva vedere.
Il dolore dell'anima,
troppo grande
per essere solo mio,
ogni giorno aumenta.
Forse finalmente
un bel mattino
di una calda estate,
uscirà al vento,
brucerà l'uomo
che io sono.
Dalle mie ceneri,
come una fenice,
rinascerò più vero.

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